Il
territorio
Corleone
ha origini molto antiche risalenti alla prima fase del neolitico
nel sesto millennio a.C. Posta a metà strada della vecchia
statale Palermo-Agrigento, controllava una delle arterie principali
e, quindi strategiche, dell'isola. Si trova adagiato in una conca,
e protetto da una corona di rocce calcaree che costituiscono un
unicum geologico da cui prendono il nome (calcariniti glauconitiche
corleonesi) detta anche calcarinite verde di Corleone.
Scenario suggestivo creano, accendendo curiosità ed interesse
le "rocche gemelle", una ad est del centro abitato dove
è ubicato il Castello Soprano con i resti dell'antica torre
di avvistamento saracena e l'altra al centro del paese in un
blocco
calcareo geologicamente crollato dalla montagna frontale e su cui
è stato edificato il castello medievale chiamato Castello
Sottano, ora eremo dei Francescani.
Proprio
ai piedi del castello soprano si può ammirare uno spettacolo
della natura, la "Cascata delle Due Rocche" formata dal
salto del torrente San Leonardo, affluente sinistro del Fiume Belice,
che crea un suggestivo laghetto naturale circondato dai resti di
un acquedotto di fattura probabilmente araba
Confina
con i territori dei comuni di Monreale e Godrano a nord, Mezzoiuso,
Campofelice di Fitalia e Prizzi ad est, Palazzo Adriano, Chiusa
Sclafani , Bisacquino e Contessa Entellina a sud, Roccamena ad ovest
Circondano il territorio di Corleone: la Montagna dei Cavalli, il
Monte Busambra con il Pizzo Pirrello che supera i 1600 m, il monte
Cardellia e il monte Barraù.
Dal
punto di vista naturalistico Corleone gode della straordinaria coincidenza
che delle 14 aree di interesse naturalistico individuate dall'Azienda
provinciale per il Turismo di Palermo e dalle principali associazioni
ambientaliste (Legambiente, WWF, LIPU), ben sei ricadono nel Corleonese
o nelle immediate vicinanze.
In un raggio di meno di 80 Km si possono visitare le seguenti aree:
Ficuzza, Serre della Pizzuta, Serre di Ciminna e Capezzagna, Valle
del fiume Sosio, Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco, Monte Carcaci,
Montagna delle Rose e Monti Sicani. Qui sono presenti nicchie ecologiche
che grazie al basso grado di industrializzazione riescono a mantenere
i loro equilibri inalterati nel tempo. Per constatare questo basta
visitare il territorio limitrofo al paese e godere della bellezza
di un Bosco di svariate migliaia di ettari come il Bosco della Ficuzza,
nato per volontà del re Ferdinando di Borbone al cui interno
fece costruire una casena di caccia dall'arch. Marvuglia. Riparato
dalla grande vetta della Rocca Busambra il bosco fitto di aghifogli,
querce e castagni offre rifugio a parecchi animali selvatici quali
cervi, cinghiali, istrici, martore, gazze, cinciallegre, barbagianni,
gheppi, falchetti pellegrini, e tanti altri. Passeggiando in silenzio
al suo interno facilmente si possono avvistare questi animali e
ammirare un sottobosco ricco e variegato formato da muschi, licheni,
moltissime varietà di felci, pungitopo e dalle bellissimi
orchidee selvagge dalla coloratissima fioritura primaverile.
La
popolazione corleonese è stata ed è dedita prevalentemente
all'agricoltura e alla pastorizia, essendo il paese privo d'industrie,
se si eccettuano quelle a carattere artigianale e familiare quali:
pastificio, panificio, pasticcerie, pizzerie, ristorazione, agriturismo,
alberghi; piccole aziende agricole di prodotti ortofrutticoli e
caseari; falegnamerie, produzione di lavori artistici in pizzo,
tombolo, ricamo, prodotti in vimini; lavorazione del ferro e del
marmo, industrie di calcestruzzo. Corleone esporta formaggi, ricotta,
laterizi e materiale da costruzione, lavori tipici artigianali.
Ad alcune festività religiose sono legate fiere di bestiame,
attrezzi agricoli e suppellettili varie.
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