Il riscatto del popolo corleonese - Di Palermo sas

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La Città

Come in ogni società quello che fa scalpore è il fatto eclatante e, come una massima recita:
" Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce"

Corleone, è purtroppo diventata famosa negli anni '60 per i fatti delittuosi che tutti sappiamo e l'immagine che viene veicolata dai mass media è quella di luoghi invivibili da dove è meglio stare alla larga. Accanto a quello che è successo, o magari continua ad accadere, i cittadini onesti, che per fortuna sono la maggioranza, debbono ancora subìre la cattiva fama che da quei fatti ne derivano. Per i Corleonesi il colmo della sventura è arrivata con il famoso " Padrino" di M. Puzo e la versione cinematofgrafica di Francis Ford Coppola per cui in tutto il mondo Corleone è divenuta simbolo della mafia e del malaffare. I cittadini per tanto tempo hanno sfuggito i giornalisti sia per omertà ( paura? ) che per essere stati impressionati da un servizio di TV 7 di Bisiach la cui colonna sonora era un mitra che sparava. Inoltre certo giornalismo ha mostrato luoghi e persone di repertorio, tanto lontani dalla realtà contemporanea da diventare argomento di discussione fra i cittadini, inoltre presentavano una immagine fin troppo superata del paese, in contrapposizione al suo sviluppo naturale. Ma nella sua storia Corleone ha avuto ed ha suoi figli che tanto hanno fatto per la città fino a perderne la vita.

Breve sintesi del riscatto del popolo corleonese

Solo per far cenno alle radici del movimento antimafia, dobbiamo ricordare due illustri concittadini che hanno pagato con la loro vita l'impegno contro il potere mafioso e la difesa delle classi più deboli: Bernardino Verro e Placido Rizzotto.


Bernardino Verro:


Sindacalista si scrisse al partito socialista ed ebbe un ruolo fondamentale nelle conquiste dei diritto dei contadini. Promuovendo grandi manifestazioni e scioperi riuscì a strappare i primi patti agrari chiamati " Patti di Corleone". Nel giugno 1914 venne eletto sindaco continuando il suo impegno a favore dei più deboli e contro la mafia. Dopo un primo attentato nel 1910 andato a monte la sentenza di morte della mafia fu eseguita il 3 Novembre 1915 con 11 colpi di pistola in Via Tribuna oggi divenuta Via Bernardino Verro.

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Placido Rizzotto:


Nacque a Corleone il 2 gennaio 1914. Dopo il normale servizio di leva, a 26 anni, fu richiamato alle armi, con destinazione la Carnia, ma preferì stare al fianco delle brigate partigiane piuttosto che combattere la guerra del fascismo. Eletto segretario della Camera del Lavoro, Rizzotto organizzò i contadini, li aiutò a costituire la cooperativa agraria “Bernardino Verro”ed insieme diedero vita alle prime lotte per l’approvazione dei Decreti Gullo. Per fermare i contadini tra la fine del ‘47 e gli inizi del ’48, gli agrari e la mafia iniziarono una vera e propria caccia ai dirigenti politici e sindacali della sinistra. A Corleone, l’obbiettivo fu Placido Rizzotto che, la sera del 10 marzo1948, venne sequestrato ed ucciso. La voce popolare indicò subito Luciano Liggio l’autore del sequestro e dell’omicidio.

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SEGUE:

Alcune notizie e immagini sono gentilmente concesse dall'I.C. Vasi di Corleone
Un itinerario più completo su Corleone lo si può consultare nel sito dell'istituto comprensivo alla sezione il paese
www.icvasicorleone.gov.it

 
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